Massimo Ricci Pittore


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Dipinti

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Mi rendo conto che, in fondo, il dialogo con il paesaggio, ininterrotto attraverso tutti questi anni di pittura, ha rappresentato per me una parallela, preziosissima lezione. Una lezione di linguaggio.
C'è, credo per ogni pittore , senz'altro per ogni pittore figurativo, una tematica che, tutto sommato, è come scrittura. Una frequentazione con cui si è nati, cresciuti, e maturati; che ci ha insegnato a parlare, e anche ad ascoltare.
Il paesaggio per me è stato e rimane tutto questo: rivelatore di linguaggi, di chiavi formali con le quali aprire porte emozionali, suggeritore di strutture visive che diventano segni, e, ovviamente, illimitati pretesti cromatici.
Paesaggio che si ritrova, infine, come aveva già intuito Giovanni Fattori in alcune sue tavolette, custode di una sorta di segreta ragione geologica a cui ogni componente presta una meravigliosa e incantata obbedienza e il cui unico codice di rivelazione ci conforta essere in mano alla pittura.

Ho già evidenziato in altre sedi le due componenti che da tempo costituiscono il mio percorso , cioè il racconto e il segno, l'elemento narrativo e quello formale, stilistico.
È chiaro che il rischio di un approccio "a soggetto" si affaccia se l'attenzione è assorbita dal primo dei due aspetti, mentre, lo dico sinceramente, lo sforzo mio maggiore è senza dubbio nell'altro.
Per un pittore che sente propria la dimensione figurativa è necessaria la tensione verso un difficile equilibrio, che è anche il fascino di tutto il suo serissimo gioco: l'equilibrio tra il messaggio della realtà e la sublimazione di questo messaggio in una misura stilistica.
In questo senso, e fatto salvo il piacere di proporre anche uno sguardo coinvolto e intrigante sulla componente femminile, vorrei che questo riuscisse immediatamente a rivelarsi per quello che davvero è, cioè occasione di pura pittura.
Come da tempo sostengo, la mia scommessa è quella di percorrere il sottile crinale che divide e unisce la riconoscibilità e la trasfigurazione nel segno, così che il tema, sia esso paesaggio, figura o qualunque porzione di realtà, diventi pretesto per la partitura delle forme, la partecipazione emotiva al colore, in un tessuto che tenda a una autonoma coerenza, e nello stesso tempo non rinneghi l'emozione dell'esperienza.



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